Paga tasse, tributi e contributi online direttamente dall'app di Qonto

4,4 su Capterra

Paga tasse, tributi e contributi online direttamente dall'app di Qonto

4,4 su Capterra
La ditta individuale è un’ottima soluzione per chi vuole avviare un’attività imprenditoriale commerciale in autonomia, senza soci e senza le spese e la burocrazia di una società unipersonale. A volte però il calcolo delle tasse rende difficile comprendere quanto del guadagno dell’attività finisce nelle tue tasche.
In questo articolo trovi la spiegazione di come funziona la tassazione per le ditte individuali, sia in regime forfettario, sia in regime semplificato. Anche nel caso in cui lavori parallelamente come dipendente. Inoltre, trovi anche utili spunti sulle spese deducibili, per pagare meno tasse.
Le ditte individuali in Italia possono scegliere tra il regime forfettario e quello semplificato. La scelta del regime fiscale incide direttamente su come vengono calcolate e pagate le tasse, oltre che sugli adempimenti contabili.
Nei prossimi paragrafi vedremo quali tasse deve pagare una ditta individuale e quali sono le differenze tra i regimi forfettario e semplificato.
Una ditta individuale è soggetta al pagamento di diverse tasse e contributi, che variano a seconda del regime fiscale scelto:
Questi sono i principali obblighi fiscali che devi considerare con la tua ditta individuale. In casi specifici possono esserci altre tasse minori legate a particolari attività o settori.
Quando apri la ditta individuale, devi scegliere tra due principali regimi fiscali:
| Regime | A chi si rivolge | Tassazione | Gestione contabile |
|---|---|---|---|
| Forfettario | Fatturato annuo fino a 85.000 € | Aliquota fissa a 5% per i primi 5 anni, poi al 15%, su un reddito calcolato in modo forfettario | Molto semplificata, niente IVA, pochi adempimenti |
| Semplificato | Fatturato annuo oltre 85.000 € (o chi sceglie volontariamente) e fino a 400.000€ | Tassazione IRPEF a scaglioni (dal 23% al 43% sul reddito effettivo) | Contabilità semplificata, IVA dovuta, più adempimenti |
Il regime forfettario è preferito da chi ha ricavi contenuti e cerca semplicità, mentre il regime semplificato si applica a chi ha un fatturato elevato o molte spese professionali, oppure a chi ha già un lavoro da dipendente e una RAL superiore ai 35.000€.
L’importo delle tasse che paghi con una ditta individuale dipende principalmente dal regime fiscale scelto.
Se aderisci al regime forfettario, pagherai un’imposta sostitutiva pari al 5% (che poi passa al 15% dopo i primi 5 anni) sul reddito calcolato in modo forfettario.
Se invece rientri nel regime semplificato, le tasse sono calcolate con le aliquote IRPEF a scaglioni, che vanno dal 23% al 43%, applicate sul reddito effettivo. Ovvero dedotte le spese.
| Scenario | Guadagno netto stimato |
|---|---|
| Regime forfettario con aliquota al 5%, 50.000€ di fatturato | 23.420€ |
| Regime forfettario con aliquota al 10%, 50.000€ di fatturato | 27.320€ |
| Regime semplificato, 100.000€ di fatturato, senza spese deducibili | 20.070€ |
| Regime semplificato, 100.000€ di fatturato, con 10.000€ di spese deducibili | 18.680€ |
I guadagni netti riportati sono delle semplici stime, che servono a rendere l’idea dell’effettivo guadagno finale al netto di tasse, spese e contributi. Qui trovi i calcoli che hanno portato a queste stime.
I calcoli sopra riportati, tengono solo conto degli elementi rilevanti ai fini fiscali. Questo significa che, mentre nel regime semplificato le spese sostenute sono state conteggiate nel calcolo, con il regime forfettario, le spese sono conteggiate in modo forfettario. Se quindi sostieni più spese di quelle previste dal coefficiente di redditività della tua attività, il guadagno netto diminuisce.
Nel regime semplificato, la tassazione della ditta individuale segue il principio della progressività: più il reddito cresce, più aumentano le percentuali applicate.
L’IRPEF si calcola a scaglioni, ovvero su fasce di reddito a cui corrispondono aliquote diverse e crescenti. Solo la parte di reddito che supera una certa soglia viene tassata con l’aliquota successiva.
La tabella degli scaglioni IRPEF previsti per il 2025:
| Fascia di reddito imponibile (€) | Aliquota IRPEF 2025 |
|---|---|
| fino a 28.000 | 23% |
| da 28.001 a 50.000 | 35% |
| oltre 50.000 | 43% |
Ricorda: ogni aliquota si applica solo alla parte di reddito che rientra nella relativa fascia, non sull’intero reddito.
Per calcolare l’IRPEF di una ditta individuale in regime semplificato, si parte dal reddito imponibile, ottenuto sottraendo le spese deducibili dal fatturato annuo. Su questo importo si applicano le aliquote IRPEF a scaglioni previste per ogni fascia di reddito. Ogni scaglione tassa solo la parte di reddito corrispondente: ad esempio, la parte fino a 28.000€ è tassata al 23%, la parte tra 28.001€ e 50.000 € al 35%, e oltre i 50.000€ al 43%.
Calcolare le tasse per una ditta individuale è piuttosto complesso. Ci sono diversi fattori da considerare. Qui di seguito riportiamo le informazioni di base per comprendere come fare il calcolo, ma ti consigliamo sempre di rivolgerti a un commercialista per assicurare una gestione fiscale conforme.
Regime forfettario:
Regime semplificato:
Qui di seguito proponiamo due esempi di calcolo. Si tratta di semplificazioni, il calcolo reale risulta più complesso e deve sempre essere fatto con l’ausilio di un commercialista professionista.
Partiamo con il regime forfettario. Presumiamo un fatturato di 50.000€ e un coefficiente di redditività del 78%.
Regime forfettario con aliquota al 15%: 50.000€ di fatturato x 78% di redditività = 39.000€ di reddito imponibile. L’imposta sostitutiva al 15% di 39.000 €, cioè 5.850€. Questa è l’ammontare delle tasse da pagare. A cui vanno poi aggiunti i contributi INPS, che tra quota fissa e variabile dovrebbero ammontare a circa 9.730€.
Con l’aliquota al 5% il calcolo è identico, basta sostituire 15 con 5. Quindi: 39.000€ x 5% = 1.950€ di tasse da pagare.
Con il regime semplificato entra in gioco un nuovo fattore: le spese deducibili. Che si vanno a sostituire al coefficiente di redditività. In questo caso presumiamo un fatturato annuo di 100.000€ e due scenari distinti: il primo senza nessuna spesa deducibile, il secondo con 10.000€ di spese deducibili.
Regime semplificato senza spese deducibili: con un fatturato annuo di 100.000€ e nessuna spesa deducibile, il reddito imponibile è 100.000€. Applicando gli scaglioni IRPEF, la tassazione totale può arrivare intorno ai 33.500€, considerando anche addizionali regionali e comunali. Per un guadagno netto di circa 66.500€.
Rimangono ancora da calcolare i contributi INPS, il cui ammontare si aggira attorno ai 24.430€. In più con il regime semplificato si raccoglie e paga l’IVA. Anche questa deve essere versata nelle casse dell’Erario. Presumendo un’aliquota IVA del 22%, già compresa nei 100.000€ di fatturato, il totale IVA ammonterà a 22.000€.
Riassumendo il calcolo sarà:
100.000€ - 33.500 € (IRPEF) - 24.430€ (INPS) - 22.000€ (IVA) = 20.070€
Nel secondo scenario, ovvero regime semplificato con 10.000€ di spese deducibili, i fattori cambiano come segue:
Il calcolo è: 90.000€ - 29.500€ (IRPEF) - 22.020€ (INPS) - 19.800€ (IVA) = 18.680 €
Questi esempi mostrano quanto incidano sia il regime fiscale sia le spese deducibili e l’aliquota applicata sul totale delle tasse e sul guadagno effettivo.
Le tasse per una ditta individuale si pagano generalmente a giugno (saldo e primo acconto) e a novembre (secondo acconto), secondo le scadenze previste dal calendario fiscale. Inoltre, se incassi l’IVA, sei tenuto a fare anche la liquidazione IVA, solitamente con cadenza trimestrale.
Per conoscere tutte le date precise, consulta la pagina dedicata alle scadenze fiscali. Lì puoi scaricare gratuitamente il calendario fiscale dell’anno in corso da aggiungere al tuo Google Calendar, così da evitare ritardi e sanzioni.
Le tempistiche possono variare in base al regime fiscale e ad eventuali proroghe stabilite dallo Stato.
Ridurre il carico fiscale con una ditta individuale è possibile. Puoi adottare alcune strategie semplici ed efficaci:
Con il regime semplificato puoi dedurre tutte le spese effettivamente sostenute e inerenti all’attività. Questo significa che ogni acquisto utile ai fini dello svolgimento dell’attività d’impresa riduce il reddito imponibile e, di conseguenza, l’ammontare delle tasse da pagare.
Spesso anche chi ha un’attività ha difficoltà a comprendere cosa cambia tra detrazione e deduzione. Leggi questo articolo per capire la differenza.
Per dedurre le spese professionali e detrarre le spese sanitarie, gli acquisti devono sempre essere correttamente documentati e giustificati tramite fattura.
I principali tipi di spese deducibili includono:
Questa lista serve come esempio, l’effettività deducibilità delle spese dipende dal codice ATECO della tua attività. In generale, le spese per poter essere deducibili devono essere relative all’attività d’impresa.
Anche in questo caso ti conviene sempre confrontarti con il tuo commercialista per capire se le spese che prevedi di fare possono essere dedotte a fini fiscali.
Chi paga meno tasse ditta individuale o srl?
In linea generale, una ditta individuale paga meno tasse rispetto a una SRL, se in regime forfettario. Le società di capitali pagano l’IRES fissa al 24% e offrono una maggiore protezione del patrimonio personale. Tuttavia, se dedici di distribuirti gli utili generati dalla tua SRL, questi saranno tassati una seconda volta come reddito personale (IRPEF), aumentando così la pressione fiscale complessiva rispetto alla ditta individuale. La scelta migliore dipende sempre dalla struttura e dagli obiettivi dell’attività.
Se hai una ditta individuale e contemporaneamente lavori come dipendente, la tassazione segue regole precise. I redditi percepiti da entrambe le attività si sommano.
In pratica, il reddito da lavoro dipendente e quello della ditta individuale confluiscono nella stessa dichiarazione dei redditi, e l’IRPEF viene calcolata sul totale.
Questo significa anche che potresti rientrare in scaglioni IRPEF più alti, e subire pressione fiscale maggiore.
I contributi INPS vengono gestiti separatamente. Per il tuo lavoro da dipendente li versa il datore di lavoro, mentre per la ditta individuale sei tu a doverli calcolare e pagare.
Se sei titolare di una ditta individuale e, allo stesso tempo, lavori come dipendente a tempo pieno, in molti casi puoi essere esonerato dal pagamento dei contributi INPS sulla Partita IVA.
Questo beneficio vale se l’attività autonoma è di tipo commerciale o artigianale e il tuo contratto di lavoro subordinato è a tempo pieno. In questo caso, l’obbligo contributivo è assolto dal datore del lavoro da dipendente, e puoi così evitare la doppia imposizione.
Questo esonero non si applica però ai professionisti iscritti a un ordine professionale o alla Gestione Separata INPS.
Forse ti può interessare il nostro articolo su come scegliere il conto per la tua impresa individuale. Meglio un conto dedicato o promiscuo? Meglio un conto personale o un conto business?
L'100% ha trovato utile questa guida.